CI RISIAMO.

Ovvero, non è mai troppo tardi nel puntualizzare il comportamento dannoso del Retail nella allocazione dei propri Risparmi. Questa volta al centro della attenzione c’è una Società quotata in un Listino (AIM) di Borsa Italiana. La BIO-ON, che secondo le prime indagini avrebbe falsificato Bilanci, raccontato “balle” al Parco Buoi e lasciato in mutande migliaia di Risparmiatori. E questo è l’antefatto.

Un copione già visto centinaia di volte, ma l’aspetto grave è che da parte delle Autorità non vi è la minima iniziativa per prevenire queste forme di abusi. Attorno c’è il medesimo scalpore di una novità o di un fatto inatteso e il vociferare equivale alla premessa e attesa dell’immancabile nuova “Truffa”. Visto la memoria cagionevole del Retail, pensiamo sia utile rievocare quanto sta avvenendo.

La Stampa, i Media in generale a dare colore alla vicenda; a carpire i segreti della sofisticata macchinazione, da parte dei Titolari nel truffare i malcapitati Risparmiatori. Magari quei medesimi Media che poco prima ne osannavano le doti e qualità “Imprenditoriali Innovative”.

Per non parlare degli Accademici, quelli pieni di conoscenze, pronti a trovare la causa sempre a tutto; mai il rimedio. E via con la normativa poco incisiva; qualcuno si azzarda, forse troppo invasiva. Ed è tutto dire in un “Sistema” (non solo in Italia), dove c’è chi si alza al mattino con il grattacapo di come poter fregare l’ Umanità. E poi si punta alla trasparenza e ai mancati Controlli. Delle Società di Revisione, ma in generale per quanto deriva da certa normativa, ai maggiori indiziati: Bankitalia e Consob. Degli artigli spuntati della Consob e dei compiti limitati se ne parlerà in abbondanza. Ma con i pieni poteri sul Listino Principale ha fatto abbondante acqua. Questo Organismo così comè, da sempre, ha dato più l’impressione, anzichè a tutela dei Risparmiatori, sia più a tutela dei “truffatori”. E poi questi Accademici nel rapporto personalizzato con il Retail, zero esperienza, di cui ne ignorano lo stato comatoso.

Di questo stato comatoso ne è la riprova la statistica di questi giorni. dopo una uscita colossale dai Fondi Azionari; ora il Retail sta tornando indietro, cioè si sta di nuovo innamorando delle Azioni. Peccato però, che in questi dieci mesi del 2019 l’andamento Globale Azionario ha segnato una plusvalenza del 25/30% (mica male). E’ come se a inizio anno un consumatore ha fatto a meno di un bel cappotto perchè costava 200 €, ed ora siccome costa 260 € corre a comprarlo. Un comportamento del genere sarebbe giustificabile se il Risparmiatore avesse raggiunto il suo scopo di vita. Ha accumulato con il lavoro e con un impiego oculato dei Risparmi una cifra tale da consentire, tanto per fare un esempio di acquistare la Villetta dei sogni o cambiare vita (mare, montagna, barca). E’ dubitabile che tutti i Retail siano stati così fortunati; anche perchè un Risparmiatore di questo tipo non sarebbe caduto nelle false e non veritiere comunicazioni di BIO-ON. Quindi su tale comportamento del Retail c’è veramente qualcosa che non torna, ed è qui che deve battere forte l ‘Educazione Finanziaria; non ci sono altri fronzoli. Il fatto è che si stà perdendo l’obiettivo che non è solo quello del guadagno, collegato al correlato Rischio che mai viene considerato. Ma il raggiungimento del traguardo finale che è molto più lungo. Arriva anche a coprire l’intera vita lavorativa di un singolo o di una famiglia, o l’esistenza terrena con tutti i suoi risvolti; nascite, morti, matrimoni, separazioni, fallimenti, successi. Fatti e avvenimenti ben diversi dall’espressione in termini limitati tipo: “li metto lì perchè mi hanno detto che lì si guadagna” Ed ora nella vicenda BIO-ON a sfogarsi con le loro missive ai Media specializzati e non: “era per guadagnare, volevo sfruttare il trend dell’economia del riciclo, mi fidavo delle informazioni degli esperti, della stampa, delle dichiarazioni dei dirigenti della azienda”. Non è che tutte le società fanno Bilanci falsi, raccontano “frottole” al Parco Buoi, ma come si è visto ogni tanto avviene e purtroppo il Retail (e non solo) non ha gli attrezzi nè l’istruzione finanziaria (anzi è ignorante e analfabeta) per difendersi. Elementi che chi opera in modo specializzato possiede, e se cade in qualche tranello, sono inconvenienti messi in preventivo. E alla fine con la forza della disperazione non resta che bussare alla porta di Avvocati, Sindacati improvvisati, pseudo Associazioni di Consumatori, soggetti buoni a spillare altri milioni dalle tasche dei Risparmiatori e ingrassare sulla loro ignoranza.

Qual’è la Lezione da ricavare da questa vicissitudine. Anzitutto che il Retail abbia una visione bel chiara dei suoi obiettivi e di cosa vuole fare nella vita. E poi come si rivolge al Medico per la Salute, o all’ Ingegnere per costruire una casa; nell’impiegare i propri Risparmi deve rivolgersi allo specialista, ad un bravo Consulente Finanziario, che oggi opera in Italia da decine di anni ed ha la massima esperienza.

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